Dove siamo

La storia

Molto interessante è ripercorrere le tappe attraverso le quali la comunità di San Maurizio si è venuta formando e sviluppando nel tempo. Ne segnano l’origine la costruzione della Chiesetta del 1743 da parte dei canonici di Monza seguita poi dalla presenza stabile di un sacerdote dal 1900. Ciò che prima era solo una “cascina” fra le altre, del borgo agricolo di Cologno Monzese, inizia ad assumere una autonomia e la fisionomia di una comunità poi, acquista un’identità. Causa iniziale è l’intervento della Chiesa che si preoccupa delle necessità spirituali dei suoi figli, ai quali risulta scomoda e difficoltosa la lontananza della chiesa parrocchiale di Cologno, e tramite i Canonici di Monza assicura la costruzione di una chiesetta in loco e la presenza unificante del sacerdote, prima saltuaria e poi stabile a partire dall’inizio del secolo. Ed ecco poi l’ing. Francesco Viotti, uomo cristiano probo e pio, possidente, che lascia parte delle sue sostanze per i poveri del luogo e per il culto divino. San Maurizio affonda quindi le sue radici in quella grande tradizione cristiana che formò di sé la storia dell’Italia e dell’Europa moderna. Non solo l’origine, ma anche il successivo sviluppo di questa frazione ha il suo centro motore nei cristiani, sacerdoti e laici che via via si susseguono nel tempo. Dopo Francesco Viotti venne, alla fine del secolo XIX, Francesco Verga, che molto si prodigò per il mantenimento della Cappella. Per lo svolgersi di una vita religiosa e pose le basi per la venuta di u sacerdote stabile con la costruzione della canonica. E dopo don Luigi Redaelli, primo sacerdote a stabilirsi in loco ecco arrivare a San Maurizio al Lambro nel 1904 don Luigi Tagliabue, “el curatin”, che vi rimase fino alla sua morte per quasi 60 anni. La vita degli abitanti si svolse partecipando degli avvenimenti piccoli, propri di una frazione ed influenzata dai grandi avvenimenti della nazione, ma dentro queste vicende non venne meno la presenza di questo prete che on la sua sapienza cristiana lasciò un segno indelebile nella storia personale di chi lo conobbe e di tutto il paese. Fu sotto la sua guida che il paese vide edificata non solo la sua nuova chiesa, ma anche la sua Parrocchia.

Nel suo Cronicon viene infatti annotata la Visita pastorale del 1916 del cardinal Andrea Ferrari, quando don Tagliabue annunzia la sua intenzione di formare la “Parrocchia” di Malnido e il suo desiderio di cambiare il nome poco simpatico di Malnido in San Maurizio al Lambro, destando così un grande entusiasmo nella popolazione tutta. Nel 1920, finalmente, il grande desiderio di don Luigi e dei suoi fedeli si avverò: avvenne l’erezione della Parrocchia e con essa il riconoscimento ufficiale da parte del Vescovo, dell’esistenza di una comunità cristiana degna di questo nome. Ecco come lo stesso parroco racconta questo grande avvenimento: “In seguito alla Visita Pastorale del 1916, sembrava che fra poche settimane la sospirata erezione sarebbe stata un fatto compiuto; ma pareva che vi fossero forze occulte destinate a spingerla alle calende greche. Allora il sacerdote locale decise di non farsi più vedere in Curia. Fu il patrio governo che lo costrinse a ritornare alla casa paterna e risalire lo scalone della Curia. Il detto sacerdote, nel gennaio 1918, veniva chiamato alle armi, colla classe 1875 e, per ottenere l’esenzione alla chiamata, si presentò al Cardinale. Questi, dopo aver manifestato la buona impressione che ebbe di Malnido nell’ultima Visita pastorale, si meravigliò per il ritardo nel compiere le pratiche necessarie per la formazione della Parrocchia e comandò di mettersi subito all’opera. Nel gennaio 1919 si fece la petizione dei padri di famiglia, che fu sottoscritta anche dagli avversari della Chiesa; in febbraio si formò una commissione che, guidata dal sacerdote, presentò la detta petizione all’Arcivescovo; in luglio, lo stesso don Luigi venne chiamato in Curia per la Parrocchia, in agosto la Congregazione locale con la quale promise che il legato Viotti, venisse considerato fra i redditi del beneficio parrocchiale; il giorno 4 ottobre, ebbe luogo il processo richiesto prima del Decreto di parrocchia. Il 31 ottobre 1919 il parroco di Cologno Monzese, don Giudici, rinunciò a Malnido, con effetto al 1° gennaio 1920. Il 27 dicembre venne firmato il decreto d’erezione in Parrocchia ed il 31 dicembre, alla sera durante la benedizione, si diede solenne lettura del Decreto.” Il territorio della Parrocchia (ettari 150) venne esteso nel 1930 anche verso Brugherio, cosa che destò qualche riserva in quel municipio.

Solo il Signore sa tutto il bene che don Luigi fece per la sua gente e l’impronta che lasciò in paese. Dopo di lui altri sacerdoti ne continuarono l’opera testimoniando la presenza viva della Chiesa fra la popolazione fino ai giorni nostri. In particolare il secondo parroco, don Mario Carabelli, ha guidato con fermezza e sollecitudine la comunità in tempi non certo facili per la Chiesa italiana. Le gente del logo, prima contadina, poi operaia ed infine con la presenza di molti immigrati di ogni parte d’Italia e non solo, ha sempre risposto con prontezza e seguito con amorevolezza i propri pastori e seppure povera di mezzi, ma animata da tanta fede, con la loro guida e per la grazia di Dio sempre ha costruito, nel tempo la Chiesa, sia nelle opere visibili e materiali sia nella vita della comunità locale. La Chiesa quale madre e maestra accompagna l’uomo nelle sue vicende storiche e quotidiane e ne è la guida ed esempio di vita, nello svolgimento della sua missione, per ogni generazione.